Spianata col mattarello, cotta a legna

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LA PIZZA PIÙ BUONA

Spianata col mattarello, cotta a legna

Ma «Orfeo» lo tallona a quota 1361 voti


Dal nonno ha ereditato il nome e quel talento naturale per lievito, farina, acqua, pomodoro e mozzarella. Una pizza Margherita degna della regina per cui nacque il piatto emblema del Belpaese.


Croccante e sottile, l’impasto tirato esclusivamente col mattarello: ecco i segreti di Ettore Del Picchia, titolare dell’«Orfeo» di via Carducci. Il locale, aperto nel 1945, è balzato tra le primissime pizzerie preferite dai parmigiani e basta varcare la soglia per capire il perché.


Atmosfera intima e accogliente, servizio rapido e gentile, senza contare un profumino invitante che mette a dura prova anche i palati più ostinati. Tre generazioni: da quasi 70 anni l’Orfeo sfama Parma. «Sono nato sotto il forno a legna – rac – conta Del Picchia con un pizzico d’orgoglio – e con quello elettrico non saprei neppure da dove cominciare». Una famiglia di artisti della piz za la sua, a cominciare da Ettore Del Picchia senior (nonno e omonimo dell’attuale titolare), di origini toscane, fuggito dalla piazza romana di Campo de’ Fiori per approdare a Parma. «Ecco perché la nostra pizza è sottile e croccante, come da scuola romana – spiega ancora il padrone di casa -. Mio nonno è fuggito dai bombardamenti e si è fermato a Parma quasi per caso». O per destino. Già, perché il furgone su cui viaggiava ha bucato proprio nella nostra città e i Del Picchia hanno deciso di riaprire l’attività in via Oberdan.


L’«Orfeo» ha aperto nell’aprile del 1945. Al piatto per eccellenza, si è ben presto aggiunto un ricco menù tipico parmigiano: tanto che il ristorante pizzeria ha sicuramente un posto speciale per il popolo del centro. «Nel 1964 ci siamo trasferiti dal Ponte di Mezzo, a causa dei lavori in corso. Nell’ottobre di due anni dopo, ci siamo spostati in via Carducci e da allora ci siamo rimasti».


A ricordare i momenti più salienti della storia della famiglia è la signora Clotilde, mamma del titolare, nonché instancabile cuoca. Un diploma da perito elettronico in tasca, Ettore ha sempre saputo di voler continuare sulle orme di nonni e genitori. «E’ un lavoro molto duro – ammette – ma altrettanto appassionante. Fin dal primo momento sapevo che avrei intrapreso questa carriera ». Cresciuto a farina e forno a legna, il padrone di casa è in grado di «sapere fin dal primo sguardo se una pizza sarà buona o meno». E’ una questione di sensi. «Profumo, colore, ingredienti, mano. Ma soprattutto passione»: ecco da cosa si capisce se una pizza è riuscita bene o male. Le specialità? Sicuramente la Margherita e «quella con le acciughe », ripete.


Sottile, croccante, spianata solo ed esclusivamente col mattarello e cotta unicamente nel forno a legna: ecco il segreto delle pizze gioiello dell’Orfeo. «Sono quasi commosso per il sostegno che mi è stato dimostrato dai clienti – dice con un sorriso mentre sbircia la classifica settimanale – Noi abbiamo avuto la fortuna di sfamare nonni, padri e figli e speriamo di poter soddisfare Parma per altri 70 anni». L’ultimo ringraziamento va allo staff, oltre una decina di dipendenti, tra cui spicca sicuramente Giorgio Spagna, tra i primi ad entrare nella famiglia di via Carducci-

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