Pizzerie storiche: da Orfeo

Pizzerie storiche: da Orfeo
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Pizzerie storiche: da Orfeo

L’articolo di:  La Repubblica Parma

Quando il furgone si ruppe e si fermò, senza pezzi di ricambio, Ettore Del Picchia decise che sarebbe rimasto a Parma. Era il 1945 e lui, originario di Orentano in Toscana, fuggiva da Roma sotto i bombardamenti – dove lasciava un ristorante a Campo dè Fiori – e arrivò in una via Mazzini irriconoscibile per le ferite della guerra. In una stradina laterale, via Oberdan, decise di aprire una pizzeria, che in poco tempo tutti chiamarono “Orfeo“, perché era di fianco al cinema con lo stesso nome.

Negli anni a seguire, la pizzeria si spostò prima sul Ponte di Mezzo, per poi arrivare nel 1965 in via Carducci, dove oggi dietro al bancone c’è sempre Ettore Del Picchia: il nipote del fondatore, figlio di Mirello e Clotilde. “Ancora oggi, quando ordinano una margherita, sul taccuino annotiamo la sigla ‘S. A.’ che vuol dire ‘senza acciughè – rivela il titolare – perché nella pizzeria di mio nonno c’erano solo due tipi di pizza: la margherita e la marinara con le acciughe. Si mangiavano in piedi, piegate in due in una carta oleata”.

E la pizza era come quella di oggi: romana, sottile, stesa col mattarello (non con le mani), condita fino al bordo basso. Il marchio di fabbrica dell’Orfeo, che l’anno prossimo, il 2015, festeggia i 70 anni di attività. (di Alessandro Trentadue)

 

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