Trionfa l’«Orfeo» con oltre 20 mila voti «Da Tonino» secondo

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LA PIZZA PIÙ BUONA

Trionfa l’«Orfeo» con oltre 20 mila voti


Per soli 270 punti la pizzeria di via Carducci batte il locale di via Emilia Est
Record di partecipanti: oltre 190 mila tra tagliandi e voti online

Una pizza che vale una vittoria. Ma anche 70 anni di buon gusto, raffinatezza, un pizzico di farina e (tante) soddisfazioni. L’arte «bianca» dell’Orfeo strega i parmigiani.


Anche se non è mai sceso dai primi posti, lo sprint finale della pizzeria di via Carducci risale agli ultimi giorni di voto. «Ma davvero?»: Ettore Del Picchia, titolare del ristorante pizzeria e il cui nonno ha sollevato la saracinesca nel 1945, risponde incredulo all’altro capo della linea. Il mastro pizzaiolo ha appena scoperto che i buongustai del Ducato hanno «incoronato » la sua pizza la migliore della città. «L’emozione è grande e inaspettata – ammette Del Picchia -: ero convinto che al primo posto si piazzasse da Tonino, invece…». La frase rimane in sospeso giusto una frazione di secondo: «E’ una vittoria che dedichiamo ai clienti, quelli che ci hanno spronato a partecipare all’iniziativa e non hanno mai fatto mancare il loro sostegno».


Nemmeno gli ultimi giorni, quando la «battaglia» per scalare la classifica si è fatta serrata ed è scattata la guerra all’ultimo coupon (o click via web). «Anche questa mattina (ieri per chi legge ndr) mi hanno portato un centinaio di tagliandi, nella speranza che io potessi consegnarli alla Gazzetta – racconta Del Picchia con viva gratitudine -. In tutti questi anni abbiamo cercato di creare un rapporto diretto con la clientela, diventata amica, una seconda famiglia. Siamo felici ed orgogliosi di ricevere tanti consensi».


La notizia arriva quando il titolare di via Carducci è a casa, in pausa. Il dovere di padre, nonché due splendidi gemelli dagli occhi grandi, lo spinge a rincasare il prima possibile. Ma la foto con lo staff è obbligatoria e così pure doveroso un «momento di festa – assicura – anche se non abbiamo ancora definito nulla».


Anche perché nel ristorante pizzeria che ha fatto la storia di Parma si respira un’aria carica di entusiasmo. Dai camerieri alla «titolara », come si definisce Clotilde, la madre di Ettore, nonché anima dell’Orfeo. La storia di questa pizzeria inizia nel 1945 «e speriamo non finisca», scherzano dal locale. Già, da quasi 70 anni, l’Orfeo sfama Parma. «Sono nato sotto il forno a legna – racconta Del Picchia con un pizzico d’orgoglio – e con quello elettrico non saprei neppure da cosa cominciare».


Una famiglia di artisti della pizza la sua, a cominciare da Ettore Del Picchia senior (nonno e omonimo dell’attuale titolare), di origini toscane, fuggito da Campo dei Fiori per approdare a Parma. «Ecco perché la nostra pizza è sottile e croccante, come da scuola romana – spiega ancora il padrone di casa -. Mio nonno è fuggito dai bombardamenti e si è fermato a Parma quasi per caso». Da quella gomma bucata per uno scherzo del fato, Del Picchia ha scelto il Ducato per dar vita a una stirpe di mastri pizzaioli.

Un lavoro duro, certo, ma ricco di soddisfazioni «compresa questa – concludono dall’Orfeo -. Questa vittoria è l’espressione della fiducia dei nostri clienti che, giorno dopo giorno e pizza dopo pizza, cerchiamo di non deludere». Da quasi 70 anni a questa parte.

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